AZIENDE BIO DELLA VAL DI CORNIA A LIVORNO
SUVERETO - In piena crisi dell’agricoltura e all’indomani della decisione della Commissione Europea di autorizzare le patate geneticamente modificate, ci sono aziende agricole che reagiscono e rilanciano la sfida della qualità. Un gruppo di coltivatori della Val di Cornia, tutti convertiti alla produzione biologica, si accinge a sbarcare, con il proprio carico agroalimentare rigorosamente “bio”, nella città di Livorno. I prodotti sono destinati ai cosiddetti GAS (Gruppi di Acquisto Solidale), in sostanza gruppi di cittadini che si autorganizzano per acquistare collettivamente prodotti dell’agricoltura più genuina e di qualità. Un’esperienza che si sta diffondendo tra coloro che hanno fatto la scelta dell’alimentazione naturale “a filiera corta”, cioè proveniente dai territori circostanti. I produttori biologici della Val di Cornia, una realtà definita “di nicchia”, ma che sta assumendo la sua importanza economica e di simbolo della produzione di qualità, si muovono da tempo in modo sinergico per diffondere la loro produzione presso i consumatori più sensibili. Il comune di Suvereto, attraverso l’Assessore all’Agricoltura Giorgio Margotti, ha creato i contatti con il Comune e con la Provincia di Livorno per dare a questa loro iniziativa la risonanza che merita. Da qui una serie di iniziative: giovedì 11 una conferenza stampa in Provincia, convocata dall’Assessore provinciale all’Agricoltura Paolo Pacini, e sabato 13, presso l’ex cinema Aurora di Livorno, presentazione dei produttori e dei prodotti. “Le amministrazioni di Livorno e Provincia – afferma l’assessore suveretano Margotti – si sono mostrati sensibili e propositivi verso il tema della filiera corta bio e per la diffusione dell’alimentazione naturale. Le istituzioni devono essere a fianco di questi produttori, in un momento di grave difficoltà dell’agricoltura, che avrà una chance di andare avanti se tiene alta la bandiera della qualità. In Val di Cornia, dove la pratica delle coltivazioni biologiche ha ormai una grande importanza, dobbiamo tutti insieme lavorare per creare spazi di presentazione e di vendita e momenti di conoscenza di questa attività, oltre a diffondere tra i nostri cittadini l’interesse per questi prodotti”.