Il Sindaco di Suvereto Giampaolo Pioli ha convocato in una riunione in comune gli imprenditori coinvolti nella ormai annosa vicenda della nuova Zona Artigianale degli Acquari, una vicenda che sembrava irrimediabilmente morta e sepolta, a causa delle divergenze tra i proprietari dei lotti. Facciamo un passo indietro. Nei primi anni 2000 sembra avviarsi a conclusione, con la vendita degli ultimi lotti, la progettazione di una zona artigianale di iniziativa privata, molto attesa dalle aziende suveretane che hanno urgenza di estendersi, di avere una sede adatta e nuovi spazi. Solo che, quando sembra giunto il momento di partire con le opere di urbanizzazione, tutto si blocca. Un gruppo dei imprenditori si oppone alla costituzione del consorzio che dovrebbe dare il via ai lavori. La ragione, spiegano, oltre ad attriti interni al gruppo, sono i costi eccessivi che graverebbero sull'area, a causa della convenzione che prevede, per la messa in sicurezza idraulica del fosso che costeggia l'area, l'allargamento di almeno dieci metri del corso d'acqua e la costruzione di un ponte che, a questo punto, misurerebbe circa 25 metri di lunghezza. Un costo insopportabile, sostengono alcuni, mantre altri, pressati dalla necessità di una sede aziendale e anche dai mutui contratti per l'acquisto dei lotti, sarebbero pronti a partire. Risultato: tutto si ferma e Suvereto rimane senza una Zona Artigianale degna di questo nome. L'amministrazione, pur essendo solo indirettamente parte in causa, prende l'iniziativa. Convoca più volte le aziende, cerca di capire che cosa blocca la partenza, prova a comporre i dissapori. Al contempo investe del problema l'ufficio urbanistica del Circondario. La domanda è: esiste un altro modo per mettere in sicurezza il fosso senza investimenti e opere faraoniche? La risposta è arrivata: il fosso va messo in sicurezza, ma c'è la possibilità di farlo non allargando smisuratamente il corso d'acqua, ma approfondendolo, rifilando i bordi e gli argini, insomma aumentandone la portata, e intervenendo sui ponticelli a valle dell'area, che fungono da sbarramento al deflusso delle acque in caso di piena eccezionale. Il sindaco ha quindi convocato le aziende, comunicando la disponibilità del comune a fronte di un progetto diverso da quello previsto, meno costoso per le aziende, a condizione che garantisca la sicurezza assoluta dell'area. "Non è più immaginabile che Suvereto resti senza una zona artigianale, che consenta alle nostre aziende di lavorare in condizioni accettabili e moderne. Siamo intervenuti e abbiamo compiuto questa ricerca di una soluzione perché ci sono di mezzo imprese e posti di lavoro. Inoltre questo consentirebbe lo spostamento di aziende da zone indicate dal Piano Strutturale come incongrue. Certo è l'ultima carta che noi mettiamo in tavola. Ora tocca ai titolari dei lotti mettersi d'accordo, presentare un nuovo progetto, che dovrà essere approvato dalle autorità competenti, come Genio Civile e Provincia. Se non lo faranno il comune dovrà muoversi per prendere lui l'iniziativa di un'area artigianale pubblica, perché Suvereto non può restare così".