Si è tenuta a Livorno, nella sede della Provincia, alla presenza dell'assessore provinciale competente Cristiano Toncelli e del vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli, il tanto atteso incontro con i comuni che da troppo tempo aspettano l'estensione del servizio di "banda larga" alle zone di campagna non servite da ADSL. Ricordiamo che, sulla base di un bando regionale la società pisana Nettare aveva vinto l'appalto per le province di Pisa e Livorno, con l'impegno di terminare nel giugno 2009. Visto il ritardo, visto i disservizi manifestati nelle aree dove si era cominciato ad accendere le antenne, la Regione ha finalmente rescisso il contratto con Nettare. La riunione era stata indetta anche per capire che cosa succederà adesso. Regione e Provincia hanno assicurato che subentrerà il secondo della graduatoria seguita al bando, e cioè Telecom, che non applicherà la tecnologia wi-fi, ma estenderà l'ADSL. I comuni hanno chiesto garanzie per gli utenti che hanno un contratto in corso con Nettare (circa 1200 in tutto, di cui un centinaio in provincia di Livorno) e indicazioni su quello che gli utenti possono fare per tutelarsi. Ma soprattutto hanno chiesto tempi e certezze. Per la Val di Cornia erano presenti il Sindaco di Suvereto e Presidente del Circondario Giampaolo Pioli e assessori in rappresentanza di Campiglia Mma, San Vincenzo e Piombino. Il sindaco Pioli, a nome di tutto il territorio, sostenuto anche dai rappresentanti dell'Elba, ha in particolare chiesto rassicurazioni su un punto chiave: se in questo periodo di "vuoto" si installano in Val di Cornia fornitori liberi da ogni vincolo con la regione e quindi presumibilmente più cari per gli utenti (non essendo sostenuti dai finanziamenti regionali e non dovendo sottostare ai tetti di prezzo imposti dal contratto) non è che l'area viene depennata da quelle che saranno interamente coperte da Telecom, "visto" come hanno detto i funzionari della Regione "che in quel caso il servizio ci sarebbe e quindi l'area non sarebbe più scoperta"?. Dalle risposte dei funzionari sembra che questo pericolo sia reale. Pioli ha allora fatto due proposte concrete su cui attende risposta. Primo: che ci si impegni, non appena Telecom subentrerà a Nettare, ad iniziare dalle zone rimaste scoperte dal servizio. Secondo: nel caso in cui le aree scoperte - per esclusiva colpa della Nettare e non certo dei Comuni o tanto meno dei cittadini, che si troverebbero a pagare di più degli altri - vengano servite da nuovi providers, la regione si impegni a non cancellarle dalle aree "assistite". Telecom ha chiesto quindici giorni per presentare un piano d'intervento. La Provincia convocherà di seguito una nuova riunione dei comuni, nella quale sarà necessario fare definitiva chiarezza su questi punti.