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CHIOSTRO DI SAN FRANCESCO (XII secolo)

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CHIOSTRO DI SAN FRANCESCO (XII secolo)
Tipologia: luoghi da visitare
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IL CONVENTO E IL CHIOSTRO DI SAN FRANCESCO (XII secolo):

Sulla cime di uno dei due colli su cui si estende il castello di Suvereto, sorge quanto resta dell'antico convento di San Francesco, con annessa chiesa conventuale.
Il convento fu fondato nel 1286 su terreno donato dai conti Aldobrandeschi di S.Fiora, già feudatari di Suvereto e fu consacrato da Fra Bartolommeo Vescovo di Grosseto, come riporta Rodolgo il cronista dell'ordine.
Il convento di Suvereto godeva di una certa importanza, ma non sopravvisse alle soppressioni del periodo napoleonico: infatti cu definitivamente chiuso e smembrato da Elisa Bonaparte Baciocchi, principessa di Lucca e Piombino, ai primi del XIX secolo.
Nell'ambito della storia della comunità è da segnalare che all'interno del convento venivano conservate le borse da cui si estraevano i nomi dei cittadini che avrebbero amministrato la comunità.
Il chiostro appare oggi in tutta la sua integrità. A pianta quadrata, ha su ogni sponda cinque arcate su pilastri. Al centro del chiostro era posizionata la cisterna, oggi scomparsa, che dà il nome alla piazza. Della chiesa di San Francesco, adibita oggi a casa vacanze, non restano che alcuni elementi della facciata, che ci richiamano l'antica funzione.
Addentrandosi nel convento, oggi trasformato in abitazioni private, si possono vedere elementi decorativi ed iscrizioni che ci raccontano la storia di questo complesso.
In particolare è da vedere un antico portale, finemente decorato, con stemma familiare dei Giannetti, lo stemma nobiliare degli Angelieri nonchè varie epigrafi funerarie e commemorative.
Nei pressi del convento, nell'estate del 1313, "fue cotto" l'imperatore del Sacro Romano Impero Arrigo VII di Lussemburgo.
Nella realtà l'imperatore morì a Buonconvento il 13 Agosto 1313 e come da sua disposizione testamentaria ne fu decisa la sepoltura a Pisa, capitale dei ghibellini toscani.
Nel trasportare la salma a Pisa, giunti nei pressi di Suvereto, che nel 1237 aveva partecipato alla lega ghibellina, fu decisa una sosta per dare una sistemazione al corpo dell'imperatore.
Qui la salma fu esposta al fuoco per preservarla dalla decomposizione.
Sembra che le imperiali spoglie abbiano trovato dimora per 2 anni a Suvereto in attesa che Tino da Camaino completasse il sepolcro funebre che tuttora le ospita nel duomo pisano.


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