LA CHIESA DI SAN GIUSTO VESCOVO (IX-XII secolo)
La chiesa parrocchiale è intitolata a San Giusto, vescovo di Volterra, che insieme ad altri vescovi quali Cerbone, Fiorenzo, Regolo, esuli africani sbarcarono in Val di Cornia nel VI secolo.
Il passaggio di questi santi è ricordato in tutta la vallata; infatti San Fiorenzo è il patrono di Campiglia M.ma, a San Cerbone è intitolata la Cattedrale Vescovile di Massa Marittima, San Regolo è ricordato nei toponimi nei pressi del santuario del Frassine.
Non è nota la data precisa di fondazione dell'edificio, che si ipotizza costruito su precedenti strutture paleocristiane.
Le prime attestazione si riferiscono a due brevi, rispettivamente del 923 e 924, firmati dal Vescovo Uniclusio in "Ecclesia S. Justi" nel distretto di Cornino che in quel periodo era sede vescovile.
Recenti studi confermano che il distretto di Cornino debba identificarsi con l'area di Suvereto e che pertanto la chiesa di san Giusto facesse funzione di cattedrale. Questo nel periodo di transazione tra l'originaria sede di Populonia e l'attuale di Massa Marittima.
Il completamente dell'edificio è avvenuto nel 1189, ad opera di Barone Amico e Bono di Calci, come attesta un iscrizione sul transetto di sinistra.
L'edificio ha pianta a croce latina, monoabsidato ed a navata unica.
Sulla facciata, a capanna, si aprono il portale di accesso ed un rosone quadrilobato.
Sul timpano è presente una decorazione a bande bianche e nere.
Lungo il perimetro dell'edificio sono presenti monofore strombate.
Il portale romanico è delimitato da due stipi sormontati da mensole, a decorazione fitomorfa e con protome umana centrale la prima, a motivi geometrici la seconda.
Sopra di esse è situato un architrave ornato con un tralcio di vite che esce dalla bocca di una figura centrale.
Sulle due colonne laterali poggiano due leoni che tengono tra le zampe dei busti umani.
All'interno dell'edificio è possibile ammirare un fonte battesimale ottagonale in pietra scalpellata realizzato nel XII secolo.
Attualmente il fonte battesimale si trova all'interno di un vano ricavato alla base del campanile ed ornato con un mosaico realizzato nella seconda metà del XX secolo dalla scuola vaticana di arte mosaica.
Nel transetto sinistro è posizionato un organo a canne datato 1718, realizzato da Domenico Francesco Mazzoni. L'organo era ubicato precedentemente presso la Chiesa della Madonna sopra la porta.
Addossato al lato sinistro della chiesa, non perfettamente allineato con la facciata della chiesa, si eleva il campanile a base rettangolare.
La cella campanaria presenta una bifora con arco a tutto sesto sul lato maggiore e una monofora su quello minore.
Danneggiato da un fulmine fu restaurato da maestranze locali nel 1884 modificando l'aspetto originario eliminando gli aspetti più tipici del romanico Toscano.
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